Finita la festa domenicale arrivava la quaresima del lunedì, quando al lido era  "iunnata de' scappari e de' vabberi", come era solito confidarci Cirino,

 

 

Anni '50: "LE FESTE DI FERRAGOSTO"

ALCUNI TITOLI DEI BRANI:

  • La stazione di Agnone
  • Anni '50 "Fiat lux"
  • La scoperta dell'acqua
  • La notte della tartaruga
  • Così scriveva Carlo Lo Presti
  • I due lidi di Agnone
  • 1981 - La prima alba senza le baracche

   

ANNI '30 – AGNONE - STAZIONE DI AGNONE

 

   Al mare ora si arrivava perfino in treno.

   I binari scorrevano a fianco della vecchia mulattiera dove 10 anni prima scendevano e salivano i muli sotto il carico dei basti. I bagnanti che partivano dalla stazione di Lentini, nel tratto osservavano curiosi le caverne nella roccia, le erbe cresciute tra i sassi e le loro tante masserizie per il mare:

   teli di lino freschi di telai, coperte di lana pungente, vecchi copertoni tappezzati di toppe, il cui "odore" impregnava il legno dei vecchi carri, arance tardive e bagnarole di lucido alluminio per il bagno dei bambini.

   Dopo ... di viaggio il fumo addensato ai finestrini si liquefaceva all'aría calda dell'esterno, insozzando ogni cosa che vi si avvicinava. Eppure i passeggeri per Agnone erano tutti lì ad osservare il "mondo".

   Ora tutta la valle si apriva davanti a loro. Ritrovavano tutto.

   La natura in quel tratto ora sempre quella. Gli altipiani con i loro tratti precisi e noti che sì staccavano nel cielo limpido e pulito dal vento. I canaloni, le rocce, i pascoli tutto era al suo posto.

   Poi, come per incanto, il mare.

   E non li spaventava certo il lungo tratto di ripido costone, da farsi a piedi, per raggiungere dal casello ferroviario la spiaggia.

   Ma quella fermata era costata lotte.

   Petizioni, lettere "raccomandate", imprecazioni, minacce per anni non erano valse a nulla, il treno tirava dritto verso Siracusa "la grande".

   Un giorno di fine giugno, uomini, donne, bambini si sollevarono contro le regie ferrovie e fu sommossa.

   Il binario fu occupato e la protesta proseguì per giorni. Regi carabinieri, guardie, casellanti nulla poterono: fermata, fermata, era il grido di battaglia.

   E alla fine fermata fu!

   Arrivò l'autorizzazione. Alcuni treni per il periodo estivo effettuavano la fermata al casello di Agnone Bagni.

   La battaglia era vinta.

   Da quel giorno aumentarono i "pendolari", e con essi, si cominciò ad udire l'urlo divenuto famoso che dall'alto del costone arrivava fino in spiaggia: " caliccilla". Si racconta che gli uomini che tornavano ad Agnone con il treno delle 13,20, arrivati  in prossimità della scalinata che portava giù in spiaggia, solevano avvisare le mogli di "calare" la pasta nell'acqua che bolliva e ribolliva: "caliccilla-caliccilla". Arrivati alla baracca la pasta era fumante nel piatto...